Lardini

La sede


Il rigore, la qualità delle produzioni sartoriali e l’eleganza dello stile Lardini si ritrovano nell’architettura dello stabilimento di Filottrano (Ancona) che si inserisce alla perfezione nel paesaggio naturale che lo circonda.
Tutto è chiaro e luminoso. Diecimila metri quadrati di essenzialità e funzionalità che creano un ambiente di lavoro armonioso, piacevole e “ecologico”.
Tra le prime aziende della zona, Lardini ha usato un impianto fotovoltaico posizionato sul tetto per contribuire al risparmio energetico, e filtri anti-inquinamento che migliorano la qualità dell’ambiente.




La nuova area produttiva


Nuovi progetti per il Gruppo Lardini che ha avviato i lavori per un ampliamento dello stabilimento operativo.

La nuova area produttiva Lardini, di novemila metri quadri, sarà distribuita su tre piani.
Al piano terra (5400 mq) il reparto di decatizzo, vaporizzazione e controllo dei tessuti, un magazzino informatizzato per la gestione funzionale automatizzata di ricerca e gestione delle pezze, un reparto di taglio automatico e, altri settori oggi dislocati, per ottimizzare i flussi delle fasi di produzione.
La sequenza iniziale dei trattamenti dei tessuti servirà ad analizzare la loro difettosità e, attraverso il vaporizzo e il decatizzo, a fissare la stabilità dimensionale, esaltare la morbidezza e le caratteristiche delle fibre.

Nel magazzino informatizzato adibito alla ricerca e gestione delle pezze, le stoffe saranno gestite autonomamente da robot che preleveranno, porteranno su i tavoli di stesura, e faranno rientrare in magazzino i tessuti utilizzati: diminuendo drasticamente errori umani di gestione e velocizzando le operazioni. Il nuovo reparto sarà, inoltre, dotato di otto teste di taglio automatico che garantiranno tempi più rapidi e massimi risultati.

Infine, la sezione che si occupa dell’adesivazione, della segantura e rifilo, avrà il beneficio di spazi maggiori per il passaggio di materiali, con efficiente scorrimento delle commesse di lavoro. Al primo e secondo piano sorgeranno il magazzino degli accessori e un ulteriore magazzino capi finiti, per rispondere all’incremento del volume di lavoro.

“Il nuovo stabile ci permetterà di disporre di una ben più ampia area di carico/scarico delle materie prime, di zone di sosta, smistamento e movimentazione del materiale destinato alla lavorazione con un ottimo sistema di controllo dei rischi e l’eliminazione di attività senza valore”, aggiunge Lardini.